L’autore si interroga sulla figura dell’architetto nella società contemporanea: può definirsi un intellettuale? In quali rapporti è con la politica e le istituzioni? In passato il suo ruolo, pur non risolutivo, aveva una funzione sociale: si poteva iscrivere nell’insieme di azioni concrete con le quali si costituiscono e si evolvono le città, dando forma agli spazi dell’abitare collettivo. È ancora così? Oggi l'architetto è al contempo promotore e vittima di tre ideologie: ambientalista, dell’innovazione e del consenso. Articolando questo impianto tematico l’autore tesse una critica che intreccia fenomeni sociali e architetture, colti nella loro reciprocità, in una visione proiettata al futuro ma con una prospettiva inquietante della trasformazione che ci attende.